S. Margherita - Melfi


ome uno scrigno custodisce oggetti preziosi, così la  grotta all’interno della quale si trova la chiesa di S.  Margherita conserva degli stupendi capolavori. Questa  chiesetta risale alla prima metà del XIII sec. ed è l’unica  rimasta quasi  intatta, tra le numerose presenti nell’area, a  testimoniare la presenza di un numeroso gruppo di monaci  basiliani nel Vulture Melfese.

al punto di vista architettonico, la grotta è interamente scavata nel tufo  vulcanico con una forma a sesto acuto. L’interno è ad una sola navata con  quattro cappelle, delle quali una adibita a cella per i monaci, e due altari. Anche  le cappelle sono scavate a sesto acuto, in modo da formare nel punto di  incontro con la  navata  due volte a crociera. 

e pareti sono quasi interamente decorate da affreschi, tra i quali, spiccano  due stupende e regali raffigurazioni del Cristo  Pantocratore, una scena raffigurante il martirio di S.  Lorenzo e quella che è l’opera più conosciuta ed apprezzata  di questa chiesa, il cosiddetto Contrasto tra i vivi ed i  morti.

affresco ha una doppia importanza: dal punto di vista artistico, questa  risulta essere la più antica raffigurazione sul tema del contrasto tra vita e morte  rinvenuta in Italia. Questo tema  è precursore di quello delle cosiddette  danze macabre, visibili in molte chiese del Lazio e, questa più nota, nel  cimitero di Pisa.

altro aspetto riguarda i soggetti raffigurati nell’opera:  secondo studi fatti, si  tratterebbe dell’ imperatore    Federico II di Svevia e della sua famiglia. Questo risvolto è  particolarmente importante considerando che non esistono  ritratti ufficiali dello “stupor mundi” ed anche perché egli  non è stato rappresentato in abiti con le insegne imperiali bensì in vesti da  falconiere, il suo principale passatempo.      

 

  A: Altare principale di S. Margherita.

  B: Martirio di S. Lorenzo.

  C: Cella del monaco eremita.

  D: Martirio di S. Stefano.

 

   E: Martirio di S. Andrea.

   F: Ingresso.

   G: Altare di S. Michele.

   H: Contrasto tra vivi e morti.

 

Articolo di: Giuseppe Silvestro

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