San Michele

Monticchio


el decimo secolo, dopo la vittoria dei Greci (Bizantini) su Ottone II a Stilo  (Calabria), si sviluppa in Puglia e Basilicata la politica bizantina, accompagnata  dalla presenza di monaci Basiliani, che svilupparono i loro complessi monastici  fatti di singole grotte, sedi di eremitaggi. Essi si  stabiliscono a Matera, Rapolla e Melfi. A Monticchio,  dove si trova l'attuale Badia, c'erano fino alla metà dell'XI  sec. gli eremiti, monaci Basiliani di rito Orientale che  crearono una laura, adattando la grotta grande a  Santuario di San Michele. Nella grotta "Santuario" I  monaci ricavarono un'edicola, avente pianta regolare con non più di due metri  quadrati di superficie. La facciata dell'edicola è costituita da un frontone  decorato a mosaico con pietre romboidali bianche e nere, dal motivo  geometrico molto semplice.

ella parete di fondo è affrescata una "deesis" con Cristo benedicente tra la  Vergine Maria e Giovanni Battista; nelle pareti laterali sono raffigurati sei  apostoli, tre per lato, ognuno dei quali recava il nome in basso.  Nella voltina a botte è affrescata un'aquila nimbata, indicante  probabilmente il simbolo dell'Evangelista Giovanni. Intanto  i Normanni di Melfi sostenevano i monaci Benedettini di Cava  dei Tirreni (proprietari dell'Abbazia di rito Romano sull'istmo  che separa i due laghi, chiamata Sant'Ippolito, e che erano  arrivati nella zona grazie ai Principi Longobardi) nella lotta  contro i monaci Basiliani, che alla fine furono costretti ad  abbandonare il Santuario. Nel 1059 arrivò a Melfi  Papa  Niccolò II che, dopo aver celebrato un concilio (in cui intervennero oltre 100  Vescovi e molti Abati ed in cui i Normanni si dichiararono suoi vassalli) si recò  a Monticchio per consacrare al culto Latino l'edicola e il Santuario.

i monaci Basiliani quindi subentrarono gli eremiti dell'ordine di San  Guglielmo e poi gli Agostiniani. Nel 1456 un forte terremoto distrugge l'antica  Abbazia di Sant'Ippolito. Nel 1460 il Papa Pio II pensò di dare in commenda  (cioè in gestione sia spirituale che economica) la Badia di Monticchio ai  Cardinali di Santa Romana Chiesa; tra questi nel 15091 vi è il Cardinale di  Milano Federico Borromeo il quale, il 20 maggio 1608 affidò la stessa ai frati  Cappuccini. I Cappuccini rimasero alla Badia fino al 13 agosto 1886, quando, in  seguito alla legge del 7 luglio 1886, vennero soppresse le corporazioni religiose e  tutte le loro proprietà furono avocate dallo Stato. Infine con il Concordato  venne restituita alla Chiesa una parte della Badia (la chiesa ed alcuni locali ad  essa annessi); il resto rimane di proprietà dello Stato.

 

 Articolo di: Don Dante Casorelli