Spirito Santo 

Melfi


a chiesa rupestre dello Spirito Santo si trova immersa  nella verde plaga  vulturina, ad un'altezza di 900 mt. Rozzamente scavata nella roccia, conservava  un dipinto della Vergine Maria, ora purtroppo perduto. Nella  cappella sono  presenti alcuni ex-voto, una sbiadita decorazione, una  statua della Madonna ed una nicchia, nella quale viene  riposta  la statua dello Spirito Santo al termine del  pellegrinaggio che, prima dell'alba della Pentecoste, il  popolo melfitano compie dalla chiesa di Santa Maria ad  Nives (sita in città) verso la suddetta cappella. Qui viene  celebrata una messa e dopo una colazione rustica, la statua viene  riaccompagnata in città, dove inizia la parte cittadina della processione della  Pentecoste.

a chiesetta è di proprietà della confraternita di Santa Maria ad Nives che nel  1961 ne ha curato la ristrutturazione ed il restauro. A sinistra della cappella c'è  una grotta, con un crocifisso sulla parete di fondo.

n merito al ritrovamento di chiesetta e statua suddette, Luigi Scoccia nel 1850  cosi scrive: "Dista da questa Casa Religiosa (il convento dei Cappuccini di  Melfi), per due leghe, una cappella rozzamente incavata rinvenuta allorquando la  maggior parte della popolazione melfitana si rifugiò sulle falde del Vulture  nell'entrata de' Francesi (eccidio del 1528)" che "in detta  cappella si rinvenne una immagine in statua dello Spirito  Santo, ...tale ritrovata statua venne depositata nella chiesa di  S. Maria  ad Nives, in cui se ne celebra la festa, quando  ricade la solennità di tal giorno. La statua viene portata in  tempo di notte dalla città alla rozza cappella in cui si  rinvenne, ed entra dopo celebrato il sacrificio di più messe preceduta da una  truppa di gente con pali in filo di armate, ed ordinate da capi che fan figura di  Uffiziali, adornati gli abiti con finte visioni di spoglie militari; in commemorazione  di quel tristo giorno, in cui fe' perdita quasi di una intera popolazione per mano  nemica".

 

 Articolo di: Pierluigi Vitucci